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La raccolta differenziata nel Comune di Morigerati
12/03/2009
Preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future
La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro e delle generazioni future: riusare e riutilizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente" più ricco.
Infatti, ogni nostra azione produce inquinamento, anche la più comune, come per esempio leggere un giornale o bere un'aranciata, non sarebbe nulla, se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case.
Tradotto in altre parole, milioni di alberi abbattuti, milioni di litri di petrolio consumati, milioni di kg di CO2 immessi nell'atmosfera: con la raccolta differenziata, invece, tutte queste risorse vengono risparmiate.
Non è detto che i rifiuti siano esclusivamente degli elementi negativi, infatti, già da tempo è rinomato che essi siano importanti fonti di energia, che l’uomo deve assolutamente sfruttare.
I rifiuti sono una risorsa da valorizzare anche sotto il profilo energetico piuttosto che un problema.
I rifiuti sono un problema relativamente recente, frutto della società dei consumi. Solo cinquanta anni fa, nelle nostre campagne, praticamente non esistevano e nelle città ogni abitante ne produceva circa 200 grammi al giorno. Oggi la produzione è di circa un chilo e mezzo di rifiuti al giorno per abitante, oltre mezza tonnellata all'anno, con una tendenza ad una continua crescita. Non è possibile risolvere il problema senza il contributo di tutti e senza modificare le abitudini consolidate. Bisogna potenziare l’informazione ai cittadini.
Le normative europee, nazionali, regionali e provinciali indicano tutta la necessità di un approccio integrato al ciclo dei rifiuti. Il che significa: azioni mirate per i rifiuti, realizzazione di una raccolta differenziata molto "spinta" (oltre il 50%), finalizzata al riutilizzo dei prodotti recuperati, trattamento finale della parte non riutilizzabile che, con idonei accorgimenti, va in discarica controllata o all’incenerimento per il recupero energetico. Bisogna attivarsi in tempi brevissimi per dare soluzioni concrete a queste problematicità. Occorre un sistema di raccolta dei rifiuti capace di garantire un sempre maggiore recupero e riutilizzo dei materiali oltre che una diminuzione costante del conferimento.
Sono due gli elementi contrapposti, ma fondamentali: l’aumento della produzione dei rifiuti e la necessità di salvaguardare l’ambiente, in un territorio come quello del Comune di Morigerati, che è l’emblema delle bellezze naturali nazionali, caratterizzato da una rigogliosa vegetazione e da una consistente e variegata fauna..
E’ da tempo che nel nostro comune si effettua la raccolta differenziata, porta a porta, infatti sono notevoli i risultati di salvaguardia del nostro territorio.Ogni cittadino si è impegnato in questa azione e continuerà a farlo, per poter difendere la natura della nostra OASI!E’ importante che tutti seguano il nostro esempio!
Con un piccolo gesto si può salvare un “mondo incantevole”!
a cura di
Bernardo Pugliese
volontario del servizio civile a Morigerati
Nelle Grotte di Morigerati pipistrelli: amici o nemici?
04/03/2009
Tra i tanti compagni di viaggio che ci circondano, ce ne sono molti che abbiamo tenuto sempre lontani, temuto, schivato, beffeggiato. Una sorta di antipatia a pelle, risultato di secoli di menzogne, equivoci, cattiverie, falsità. Tra questi, i pipistrelli, o più correttamente i Chirotteri, occupano i primi posti. Creature meravigliose, straordinarie che soltanto per colpa dell’aspetto, nemmeno particolarmente brutto a dire il vero, stanno pagando a caro prezzo il rapporto con l’uomo. Anche se la loro diminuzione è dovuta alle trasformazioni degli habitat, all’inquinamento chimico, al disturbo, l’antipatia più che ufficializzata da parte dell’uomo non ha giovato alla loro esistenza. Come è stato fatto per altre specie in pericolo, così dobbiamo fare per i pipistrelli, aumentando gli sforzi di conservazione, dandogli sicurezza e spazi, ma anche raccontando la loro vita, l’importanza della loro esistenza, il diritto ad esserci e spiegare che sono innocui, che non si impigliano nei capelli, che non bevono sangue, che non sono mostri. L’ordine dei Chirotteri (nome che deriva dal greco Kheia Keiròs-mano e pteròn-ala e significa “manoalata”), comunemente chiamati pipistrelli, è un gruppo di mammiferi diviso dagli scienziati in due sottordini:i Megachirotteri e i Microchirotteri.
Un’importante caratteristica dei pipistrelli è il “sonar”, fondamentale per orientarsi e catturare le prede in assenza di luce. I Chirotteri emettono anche suoni nella fascia dell’udibile, che percepiamo come uno stridio o uno schiocco, spesso definiti suoni sociali. Tali suoni sono risultati molto utili per l’identificazione di alcune specie.
Perchè dunque il pericolo di estinzione di tale specie tanto comune quanto misteriosa? Certamente motivi di ordine sociale, ove il terrore del cosiddetto “topo volante” e l’incubo del “vampiro succhiasangue” hanno già notevolmente inciso decimando le attuali colonie di pipistrelli, senza tralasciare le altrettanto importanti ragioni di ordine ecologico: l’incuria delle foreste e l’inadeguato sfruttamento a fini turistici e sportivi delle cavità naturali, habitat per eccellenza della specie.
Il tutto aggravato dal sempre più consistente inquinamento aereo e dall’uso di fitofarmaci che pregiudicano la possibilità di nutrimento, per lo più insettivora, e quindi di vita dei piccoli mammiferi volatili; i nostri amici alati oltre ad incorrere nelle difficoltà di scarso reperimento di cibo, sono spesso vittime di avvelenamento causato dalle sostanze tossiche accumulatesi nei tessuti delle poche prede che riescono a procurarsi.
Ne deriva che un primo passo per la salvaguardia della specie potrebbe essere sicuramente la corretta gestione degli habitat naturali: regolamentazione degli accessi alle cavità naturali di interesse turistico; accurata pianificazione delle operazioni di taglio e rimboscamento delle foreste, con l’accortezza di mantenere, ad esempio, almeno due grossi alberi ogni ettaro di terreno e posizionando rifugi artificiali (bat-boxes); riorganizzazione dell’attività agricola, preferendo la rotazione delle colture, l’uso di concimi organici, l’abolizione dei fitofarmaci e la piantumazione di siepi. Queste ultime, infatti, oltre a garantire un’azione frangivento utile alle colture, rappresentano importanti serbatoi di insetti, aumentano la diversità dell’ambiente e creano un paesaggio decisamente piacevole. Nello specifico, le siepi, i viali alberati e le vegetazioni umide rappresentano, peri pipistrelli, dei veri e propri corridoi di collegamento indispensabili per gli spostamenti dai rifugi alle zone di caccia. Ma i pipistrelli sono molto più comunemente conosciuti da tutti noi perchè spesso sfruttano come rifugio le costruzioni umane, i casolari abbandonati e le abitazioni rurali. Anche quì, per non compromettere la sopravvivenza dei pipistrelli sono necessarie accorte azioni in eventuali lavori di ristrutturazione di tali locali, operazioni che dovrebbero essere eseguite tra novembre e marzo quando, generalmente, essi non utilizzano questi come rifugio. Particolare attenzione deve essere inoltre posta a non modificare in modo drastico il microclima dei rifugi mantenendo inalterate temperatura, umidità e aerosità dei solai originali, conservando i sistemi di travatura di legno e gli interstizi tra i collegamenti, in modo da garantire ai piccoli volatili di trovare comunque le cavità necessarie per ripararsi.
Appassionati “veneratori della specie” suggeriscono, addirittura, di ripristinare gli edifici abbandonati dagli umani, ma popolati da Chirotteri, e adibirli a veri e propri “santuari” per la protezione dei pipistrelli stessi, salvaguardando, nel contempo, sia la specie, ormai in via di estinzione, sia gli stabili spesso destinati al crollo. Da qualche tempo i Chirotteri sono inseriti negli allegati delle principali direttive e convenzioni europee, come le convenzioni di Berna e Bonn e la direttiva habitat per la conservazione della natura, quest’ultima regolamentata dal decreto del Presidente della Repubblica n. 357 dell’8 settembre 1997.
Ma per proteggere l’ambiente e la fauna non basta emanare leggi che possono punire certi comportamenti, bisogna innanzitutto educare le persone. La conoscenza è l’unica possibilità che apre la porta del rispetto per altre forme di vita, anche per quelle molto diverse dall’uomo.
Nessun animale può essere brutto se visto con gli occhi di chi conosce il perchè del suo aspetto particolare e degli adattamenti che gli permettono di sopravvivere in un determinato ambiente.
E’ venuto quindi il tempo di mettere in atto alcuni accorgimenti spesso anche molto semplici, che rallentino il degrado dei loro, e alla fine dei nostri, ambienti di vita.
Caterina Arenare
Volontaria del progetto di Servizio Civile
I RAGAZZI DEL SERVIZIO CIVILE
04/03/2009
Progetto " I fiumi tra l'Ade e l'Eden"
I volontari del progetto di servizio civile a Morigerati:
- Arenare Caterina;
- Greco Olga;
- Granata Tommaso;
- Pugliese Bernardo
Operatore locale di Progetto:
arch. Felicetta Lione
Servizio civile a Morigerati
26/02/2009
I ragazzi del progetto di Servizio Civile di Morigerati e Sicilì a lavoro per la salvaguardia dell'ambiente.
Da Novembre sono operativi i ragazzi del progetto di servizio civile "I FIUMI TRA L'ADE E L'EDEN",che si occuperanno del censimento di tutti i siti inquinati localizzati lungo il corso del fiume Bussento e Rio Bussentino.
I Volontari:
-Greco Olga
-Arenare Caterina
-Granata Tommaso
-Pugliese Bernardo
L'Operatore Locale di Progetto:
-LIONE FELICETTA
A partire da novembre 2008 a Morigerati ha preso inizio il progetto di Servizio Civile "I FIUMI TRA L'ADEN E L'EDEN"(progetto di servizio civile in difesa dei fiumi e del mare in provincia di Salerno).Ente proponente il progetto è la SOUTH LAND O.N.L.U.S:,in progettazione con:
1)Comunità Montana Bussento
2)Comune di Torre Orsaia
3)Comune di Tortorella
4)Comune di Caselle in Pittari
5)Comune di Morigareti
6)Comune di Casal Velino
Il progetto mira alla salvaguardia del MARE NOSTRUM,infatti quasi tutti i mari della provincia di Salerno,compresa la stassa città,è oggetto d'inquinamento rilevante tanto da impedire la balneazione e di conseguenza riducendo il "nostro" turismo.Quest'ultimo fenomeno richiede precise programmazioni ed è condizionato da una serie di variabili e spesso imprevedibili elementi.
Inoltre la salvaguardia dell'ambiente è un fattore d'importanza vitale:un ambiente modificato dall'azione dell'uomo influisce negativamente sulla vita di intere comunità.
Si capisce quindi come tutto ciò che l’uomo commette contro la natura gli si ritorca contro.
La nostra esistenza è legata all’ambiente e nessuno,quindi,può ritenersi escluso dalle problematiche ecologiche-ambientali.
L’inquinamento maggiore,però,lo troviamo concentrato nei fiumi,a partire dai corsi minori che in seguito comunque giungono a mare.
La Regione Campania possiede un elevato numero di bacini e proprio per questo il progetto si concretizzerà su zone precise:
-Zona dei Picentini
-Piana del Sele
-Vasta area del Cilento
I corsi prescelti sono:
A)FIUME PICENTINO
Il fiume Picentino nasce dal monte Accellica (m 1650,sorgenti di Capo di Fiume).
Il bacino di questo fiume è stato oggetto di una manipolazione antropica che ha causato squilibri nel bacino idrografico. Sono state ricorrenti le crisi idriche determinate dalla scarsa piovosità e dall’assenza di precipitazioni nevose. Contemporaneamente c’è stato un elevato utilizzo delle acque del corso fluviale per gli usi irrigui industriali ed idroelettrici,inoltre la qualità delle acque è peggiorata perché il fiume è stato usato come ricettore di reflui anche non depurati.
Tutto ciò ha provocato problemi anche all’agricoltura.
B)FIUME TUSCIANO
Il fiume Tusciano nasce dal Monte Polveracchio. Per un lungo tratto il fiume è pulito con abbondante acqua. Poi il fiume si impoverisce perché l’acqua viene captata dalla centrale elettrica dell’enel. Più avanti la sua acqua viene usata per irrigare i campi;ricevuti il ruscello Corneo,attraversa,poi,Battipaglia e “La Piana”. Persa,ormai,la selvaggia bellezza che caratterizzava il percorso iniziale,anche per il Tusciano si fanno sentire i mali della nostra civiltà. Così sempre più sporco e povero d’acqua raggiunge il tirreno contribuendo al suo inquinamento.
C)FIUME SELE
Il fiume Sele nasce dal Monte Paflagone in Irpinia e scorre fino al Calabritto.
Dagli ultimi sopraluoghi sono state rilevate alcune circostanze che a nostro avviso sono gravi. Consistenti quantità di escrementi di Bufale vengono scaricate nelle acque di canali,come ad esempio lo Scapezzaturo,che confluiscono direttamente nel fiume Sele. Sono diversi i Bilancioni presenti nel fiume per le attività di pesca,costituendo così un pericolo per chi naviga sul fiume soprattutto di notte. In vari punti sono presenti micro discariche di rifiuti solidi urbani ed ingombranti.
D)FIUME ALENTO
Il fiume Alento nasce dal Monte Le Corne. Nasce e sfocia in aree all’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e lungo il suo percorso incontra zone naturali caratterizzate dalla macchia mediterranea,ma anche da zone segnate dall’intervento antropico (diga dell’Alento). Ha un regime torrentizio,con grandi portate nei periodi piovosi e magre e più o meno accentuate in quelli siccitosi.
E)FIUME BUSSENTO
Il fiume Bussento nasce sul Monte Cervati e sfocia in mare nel Golfo di Policastro.
Il percorso di questo fiume è vasto,infatti attraversa diversi comuni,ma è rilevante la captazione da parte di una centrale idroelettrica che riduce drasticamente la portata dell’acqua. Per questo motivo nel comune di Caselle In Pittari l’acqua è quasi assente; il tutto è aggravato dalla presenza di scarichi abusivi che rendono le acque non solo stagnanti ma anche inquinate. Nonostante questa situazione si verifica una condizione paradossale che stupisce gli esperti,ovvero da vari accertamenti risulta che nel tratto sotterraneo che termina nel comune di Morigerati le acque sono pure e limpide. Tutto questo giustificato dalla presenza di sorgenti sotterranee che purificano e aumentano la portata dell’acqua.
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